Sì o No

Trasgredisco per una volta il regolamento di BukBook (senza dirlo a Mnamon). Infatti è raccomandato, se non proibito, di non parlare di argomenti politici ed analoghe… indecenze.

Tuttavia qualcosa sul referendum la voglio dire, non riesco ad astenermi.

Perché poi, in realtà, non mi voglio schierare, ma semplicemente fare una riflessione sull’italica capacità di confondere e rimestare nel torbido.

 

Infatti appare evidente che i quesiti non sono ben posti. Ma non nel senso che vorrrebbero i fautori del No.

I quesiti infatti dovrebbero essere:

  1. favorevole al contenuto del cambiamento costituzionale
  2. non favorevole al contenuto del cambiamento istituzionale
  3. favorevole a Renzi
  4. non favorevole a Renzi

 

Cioè quattro quesiti. I primi due sul merito. Gli altri due della pancia o, se si preferisce, del sentimento.

Purtroppo Sì e No sono due, tertium e quartum non datur. Il referendum è un solo Sì o un solo No.

Di conseguenza, dato che gli altri due quesiti, quelli non ufficiali, si sono a dir poco intrufolati nei precedenti, si è creata una grossa confusione e non sapremo mai se gli italiani sarebbero o meno favorevoli al cambiamento.

Di chi la colpa? Difficile discernere: molti sono coloro, tra gli occupanti gli scranni del potere, che dovrebbero battersi il petto per un mea culpa istituzionale.

A me sembra tuttavia che la responsabilità sia di ognuno di noi, che non sappiamo astenerci dalle passioni e non riusciamo a dividere i problemi.

E, come insegna l’esperienza, i problemi indivisi risultano insolubili.

 

Chissà quanto ci impiegherà Mnamon ad oscurarmi l’articolo! Spero presto, prima che arrivino i reprimenda, più o meno sotto apparenza di insulto…