Quel libro non comprato

Rigiravo il libro tra le mani, incerto se acquistarlo o rimetterlo sullo scaffale della libreria dove ero entrato alla ricerca di un po’ di refrigerio, in quel torrido pomeriggio d’agosto.

Ero rimasto in città, dovendo sbrigare alcune importanti faccende, e proprio in quei giorni si era scatenata una calura che non dava tregua, appiccicosa, umida, che faceva percepire una temperatura al di sopra di tre o quattro gradi dei già ragguardevoli 35 segnalati dal termometro.

Percorrevo alcuni passi e mi ritrovavo come in una sauna, sudato ed affannato.

I pochi negozi aperti parevano oasi nel deserto, promettendo il fresco dell’aria condizionata dietro a luccicanti vetrine.

La libreria offriva una scusa plausibile all’ingresso, non dovendo giustificare a nessuno il mMan Reading Book and Sitting on Bookshelf in Library --- Image by © Royalty-Free/Corbisotivo della visita. Il commesso, o proprietario che fosse, se ne stava sonnacchioso dietro alla cassa, consapevole che nove clienti su dieci entravano per il fresco, forse tutti e dieci.

Mi aveva attratto, nella zona dei libri sportivi, una copertina che mostrava un baldo ed ardito giovane scalare una cascata di ghiaccio. La foto ritraeva lo scalatore, nella sua tuta termica, i ramponi ai piedi ficcati nella parete ghiacciata, la piccozza sinistra ben piantata nella lucente superficie e il braccio destro sollevato nell’atto di piantare l’altra piccozza un po’ più in alto. Il senso di refrigerio che derivava dall’immagine era moscalata ghiacciolto gradito, mentre la pericolosità della posizione provocava un leggero brivido.

D’istinto volevo saperne di più sull’autore, se fosse un esperto scalatore, quali imprese facessero già parte del suo palmares, da dove provenisse e quali fossero le montagne dove sfidava la forza di gravità.

Ebbene, nulla di tutto questo era indicato in quarta di copertina. Quasi avessero voluto risparmiare inchiostro, due misere righe recitavano più o meno così: “avventurarsi sulle pareti di ghiaccio per scoprire nuove sensazioni e mettere alla prova il proprio coraggio”.

Tutto qui? Ma come, io vorrei sapere da subito se è un giovane, se ha già scritto altri libri, se è italiano o si trova su una parete andina; quanti anni ha? dove è nato e dove vive? cosa fa di professione? le scalate sono un hobby o è un professionista che fa da guida a impavidi turisti?

Per me tutto questo era importante per acquistare il libro, come una luce in lontananza per uno che si è smarrito.

Nulla.

Mi chiedo come ragionino alcuni autori o editori, che scarso senso del marketing si ritrovano e come pensano di vendere. O forse sbaglio io, è giusto essere misteriosi per invogliare a scoprire il mistero. Non so.

Erano ormai trascorsi i cinque minuti che mi avevano consentito di riprendere una temperatura corporea accettabile.

Ho deposto il libro sullo scaffale da dove l’avevo preso e sono uscito, lasciando un “buon giorno, grazie” al commesso, o proprietario, che nel frattempo non aveva cambiato la sua sonnacchiosa posizione.