Ieri come oggi, inchiodato al muro delle mie (in)certezze

Essere sui social network è come mettersi alla finestra in una strada deserta, per guardare se passa qualcuno.
Quante illusioni nelle nostre speranze, targate ultime a morire. Eppure dovremmo sapere che ciascuno è solo sulla terra, trafitto… eccetera.
Molto meglio uscirci per davvero sulla strada, incontrare qualcuno che si conosce o stringere un rapporto con ignoti, che domani saranno conoscenti. Molte più parole, molti più scambi di idee, molta più simpatia ed empatia che non con un display di computer.
Da questo ottieni in cambio solo illusioni, non hai il tatto da usare per accarezzare una mano, un viso, non l’olfatto per sentire il suo profumo, il suo odore di umano.
Gettiamo dalla finestra questi strumenti, meglio, utilizziamoli per quello che sono, ausili al lavoro ed all’archiviazione, invece dei vecchi faldoni, occhiali nuovi per leggere o per guardare documenti e documentari, ma non facciamone surrogati improbabili di una realtà virtuale, per questo tanto poco reale.
Scendiamo in strada e conosciamoci meglio.
Diamoci i vecchi appuntamenti al bar d’angolo, camminiamo a braccetto, misurando i passi perché nessuno resti indietro, godiamo del contatto.

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