Giovani!

tsunamiHanno di fronte cime di preoccupazioni, montagne di delusioni, baratri di illusioni, vertici di paura e onde di spaventi, enormi come muraglie. Ma vedono davanti a sè l’eternità, la morte non c’è, non è che non ci pensino, non c’è nel loro soggettivo, e basta. E tirano avanti.
Quando incontrano un vecchio che si è lasciato la vita alle spalle, lui sì che sa di dover morire, pensano che è un vecchio e gli manca tutto, energie, speranze, voglie. E si ributtano nel loro vortice senza fine.
È così che la vita va avanti, che non si fermano le specie, che il respiro anima l’immobile aria delle campagne piatte e sterminate.