Disegno e colore

Sembrerebbe che la destrezza nel disegno si possa acquisire con un continuo e regolare esercizio, con perseverante pratica, osservando il reale e cercando di rappresentarlo con linee e tratti sulla carta.

Il colore sarebbe invece innato. La capacità di spargere giuste tonalità sulla tela per far complementare tra loro nuance e gradazioni di tinte, apparterrebbe ad un angolo del cervello creativo che c’è o non c’è, che non può risvegliarsi dal nulla. Una pratica quotidiana può procurare tutt’al più velocità e dimestichezza nella scelta di un colore più appropriato alla scena dipinta.

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Signorini – L’Alzaia (particolare)

Ciò non significa che l’espressione artistica risieda solo nell’innato, cioè nella capacità di dare colore ai disegni, ché, pare ovvio il dirlo, l’insieme dell’opera trova fondamento nella perfetta fusione dell’espressività del tratto e dell’intensità della tintura.

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Fattori – Bovi al carro

Se possiamo azzardare alcuni accostamenti, da profani, senza scandalizzare la critica ufficiale, potremmo affermare che Van Gogh è colore ed anche Telemaco Signorini, sebbene quest’ultimo abbinato a un disegno più formale; Raffaello è disegno; Picasso o Bacon erano grandi disegnatori, anche se la loro fama si è costruita sull’astrattismo e sul colore; Modigliani nelle sue opere pare “approssimativo” disegnatore; un paesaggio di Fattori è irreprensibile, basato su forti e decisi contrasti tra luce ed ombra;

Mondrian

Mondrian

Mondrian si identifica nelle geometrie lineari del colore, con specializzazione di gialli, rossi, blu, neri.

 

 

 

 

 

Nell’immagine del post: Raimondo Sirotti – Ringhiera