Breve recensione: Album di Claudio Salvi

Ho incontrato, prima di Natale, Danilo Mandolini, conterraneo e conoscente. Non siamo propriamente amici ma, di tanto in tanto, soprattutto in occasione di feste comandate, ci incontriamo in quel di Osimo, la bella citatdina marchigiana dove ha anche sede la sua iniziativa editoriale, Arcipelago Itaca. Non siamo lontani l’un dall’altro.

Nell’occasione, prima di accomiatarci augurandoci le Buone Feste, mi ha lasciato sul tavolino del bar un libretto, senza commenti né inviti a leggerlo, con eloquente nonchalance.

Tornato a casa, ho messo Album, questo il titolo del libretto, sulla consolle dell’ingresso, rimandandone la perlustrazione a tempi più rilassati: le feste incutono un’ansia da regali e da cose dell’ultimo momento che non favoriscono certo le tranquille letture e le conseguenti meditazioni.

Finalmente l’ho letto. In realtà è più appropriato dire che l’ho riletto. Infatti, alla prima e veloce lettura, l’opera si legge in un’oretta, mi era rimasto un che di incompiuto, come se avessi lasciato indietro qualcosa.

A distanza di ventiquattr’ore l’ho ripreso in mano e, questa volta, mi si è aperto un mondo.

È come affacciarsi alla finestra e cogliere le istantanee della vita d’intorno: banalità in genere, cose che passano totalmente inosservate, delle quali ti dimentichi nel momento stesso in cui le vedi.

Claudio Salvi, questo il nome dell’autore, invece, riesce a fissarle in un obiettivo letterario, le sottopone ad una lente di ingrandimento e coglie particolari laddove manca addirittura la sostanza delle cose.

 

vento umido,

un insetto,

rami di oleandro pendono da una parte.

prendiamo un pezzetto di pane.

è in bilico accanto a una mano.

non è duro. al contrario.

rotola per terra.

i passeri beccano il pane.

volano sui tetti, viene sera.

 

Non troverete una maiscola neanche a pagarla. È prosa – poesia semplice, una parola non vale più di un’altra, stanno bene tutte minuscole.

Quel viene la sera si ripete, in altre strofe – frasi. Una riflessione sulla fine che incombe?

 

un tuono distante molto forte. come dei colpi, ho pensato. c’è la possibilità che piova. la luce era tagliata.

 

Se ci pensate, a volte la luce è tagliata, ma nessuno l’aveva mai detto.

 

stanza con tavolino e fiori di campo. siamo felici – io rido prché un piede del tavolino non sta fermo.

 

Ci vuole così poco per essere felici? Siamo in grado di accorgercene?

 

In questo Album, Salvi ha scattato una miriade di fotografie, senza che ci sia un’immagine, senza neanche mostarcele. Manco le descrive, ma noi, senza acorgercene, le vediamo.

Un libro consigliato.

Grazie, Danilo.